Urinare nei campi… fa bene al pianeta
Ah, questi inglesi! Una ne pensano e cento ne fanno – o forse è il contrario- anche se poi ci sarebbero perlomeno tre dozzine di migliaia d’altri modi, probabilmente più utili e meno ridicoli, che far fruttare certe idee solo per la portata pubblicitaria di traino.
Adesso, vedrai, anche qui da noi, che siamo alquanto forse troppo esterofili, prenderanno il via certe obrobriose mode. Speriamo, perlomeno, che non la facciano nei cortili delle nostre città, come fa invece il signore immortalato nell’immagine.
Eh, sì, perchè a quanto è pare nei giardini privati del National Trust, in Cambridgeshire, dei solerti giardinieri stanno provando a convincere le persone a fare i loro bisogni all’aperto per far crescere più ecologicamente i giardini. National Trust, molto attiva riguardo i cambiamenti climatici, dice che al richiamo della natura, cioè urinare su cumuli di paglia e fieno ed altri composti, fa risparmiare il consumo di acqua ma anche di energia.
L’urina può anche accelerare il processo chimico nel mucchio della composta, rendendolo un fertilizzante che ha una resa migliore per far crescere ortaggi e risparmiare ancor più energia. L’urina maschile è migliore dell’urina femminile perché è un po’meno silicea.
Al Wimpole Estate in Cambridgeshire fino a 20 dipendenti di sesso maschile sono stati incoraggiati ad utilizzare una specie di balla di paglia dove fare pipì, la quale viene poi aggiunto al cumulo del compost per poi utilizzarla nei giardinio e nei campi.
Fonte: the sunday post.blogspot
Immagine: www.sharksforever.com/
Argleton, la città fantasma di Google
In un racconto di qualche tempo fa l’avevo chiamata Googletown, la città di Google, frutto della mia fantasia. Ma ora, la fantasia diviene realtà, poichè, a quanto pare, Google Earth sta pensando d’inventarsi una città.
Il luogo individuato da Google Maps dovrebbe essere Argleton nel Lancashire, nel nord ovest dell’Inghilterra, in mezzo ai campi vicino all’autostrada M58, appena a sud di Ormskirk e grazie alle meraviglie della tecnologia informatica ha anche il suo proprio codice di avviamento postale.
Per ora Argleton è una ‘città fantasma’ che appare su Google Maps, ma in realtà non esiste. Google non sa bene come la città sia entrata nel suo database. Il Telegraph suggerisce che in “Argle” echeggia la parola “Google”, mentre il nome della città fantasma è inoltre un anagramma “del G non reale” e “non grande”.
Una cosa è certa, prima o poi, su questo pianeta, un’altra bella città, probabilmente unica nel suo genere, comparirà nelle carte geografiche.
Immagine: blogs.edgehill.ac.uk
Kiran Bedi, una donna con le palle
Kiran Bedi è stata la prima donna, in India, ad entrare nel servizio di polizia, nel 1972. Nel grande subcontinebte indiano è considerata come un’eroina da quando ha dato prova di saperci fare, allorchè gli fu affidato l’incarico di Direttrice generale di un carcere (Tijar, a Nuova Delhi), prevalentemente maschile, di eccezionali dimensioni (quasi diecimila detenuti).
Questa donna di sessant’anni, vincitore nel 1994 del premio Magsaysay (terzo presidente della Repubblica delle Filippine), parlando al suo talk show organizzato dalla Indian Social Club and BEC Group presso l’ Al Bustan Palace Hotel’s Majan Ballroom, ha esortato gli Stati del Golfo nel prendere l’ iniziativa nella lotta contro il riscaldamento globale, sfruttando le sue ricche risorse come il petrolio e l’energia solare. Bedi ha sottolineato la ricchezza di risorse del Golfo che hanno anche un sacco di sole, una risorsa naturale che sarebbe bene utilizzare correttamente, occhieggiando al futuro. “Io non sto parlando dei prossimi cinque o dieci anni, sto parlando di circa 50 anni da oggi , e dell’eredità che lasceremo alle generazioni future“, ha detto parlando delle risorse nel mondo che si vanno riducendo rapidamente. “L’energia solare, pulita e praticamente inesauribile, fornirà le soluzioni per superare la crisi energetica. I fiumi e ghiacciai si stanno ritirando, e l’esempio più calzante è proprio il Gange, e questo a sua volta interessa l’agricoltura e molti aspetti della vita umana. La sofferenza dell”India è dovuta anche ai cambiamenti climatici. La gente che si dedica a sfruttare l’energia solare usando i mezzi ecologici, dovrebbe aumentare “.
Davanti a molta gente, principalmente indiani non residenti, Bedi ha anche parlato delle iniziative sociali sulle quali si è impegnata, per alleviare le sofferenze dei bisognosi, dei carcerati e degli abitanti delle baraccopoli. A due anni dal suo pensionamento, il primo ufficiale donna di polizia indiana ha deciso di dedicarsi al volontariato per concentrare i suoi impegni di lavoro sociale. Ha rivelato la sua iniziativa d’intraprendere le denunce della gente contro la polizia, se la polizia inizialmente non intrattiene il querelante. Per questo, ha consigliato ai presenti e a tutti coloro che la stavano seguendo, potete accedere a saferindia.com e denunciare il proprio problema.
Bedi ha poi riassunto un altro suo progetto, come l’unità di alfabetizzazione per i bambini delle baraccopoli e di educazione informatica per i bambini degli agenti di polizia, i quali non hanno il tempo materiale per interagire coi loro figli.
Insomma, una donna in gamba Kiran Bedi, come si suol dire, una donna con le palle, la cui esperienza nel mondo carcerario le ha dato anche il modo di coniare il ‘modello delle tre C’: il carcere deve essere Correzionale, Collettivo e basato sulla Comunità. E questo, di certo, le ha senz’altro attirato la simpatia di molti detenuti, i quali, in un Paese come l’India, non sempre possono disporre di un sistema carcerario equo e vivibile.
Fonte: gulfnews
L’elisir di lunga vita
E’ tanto vecchio da poterle essere bis-bis-bisnonno. Ma Ahmed Muhamed Dhore, un somalo di 112 anni, ha coronato il sogno di una vita sposando una giovane di 17 anni. Dhore, che dice di essere nato nel 1897 – l’anno in cui la Regina Vittoria festeggiava il giubileo di diamante del suo regno vantando il più vasto e potente dominio coloniale di tutti i tempi – ha già 13 figli avuti da cinque mogli, ma gli piacerebbe averne un altro con la sua nuova moglie Safiya Abdulle – mica scemo il vecchio! -.
Centinaia di persone hanno assistito alla cerimonia straordinaria avutasi questa settimana a Guriceel, nella regione di Galguduud. Lui e la sua nuova moglie, che ha quasi un secolo meno di lui, sono dello stesso villaggio in Somalia. Ahmed Muhamed Dhore ha detto che sia i suoi figli che altre due mogli hanno acconsentito al matrimonio, così come i genitori di Safiya.
Per lui, quindi, l’elisir di lunga vita!
Femme on the sand
Femme on the sand, giochi col bimbo
sulla sabbia: vestito lungo a pois bianconeri
abbottonato sul davanti.
Seduta sull’asciugamano
mostri le gambe,
in un consapevole gioco malizioso
mentre parli ad un’amica.
Riempi il secchiello di sabbia
e ti muovi, ti agiti senza stancarti,
finchè ti si apre la veste.
Tentatrice… pensa a tuo marito!
Un amico, vedendo lui un pò afflitto,
lo raggiunge, gli parla, lo consola
senza darglielo a vedere,
con fare disinvolto, sorriso di circostanza,
senza farglielo capire,
come quando si conforta un amico
senza lasciar trapelare nulla,
senza dirglielo apertamente
che ha una moglie puttana.
Ora, la pioggia batte sulle nostre teste.
Alcuni pensano a sfollare, uno si attarda:
un ragazzo alto, dolce vita bianco
alla Anthony Perkins,
eretto su un pattino
a guisa di comandante di nave,
con la mano destra sulla fronte
e lo sguardo lontano
scruta il cielo scuro e lampeggiante.
Per fortuna la pioggia cessa:
era solo passeggera.
Femme on the sand ora ti alzi,
scrolli l’asciugamano pulendolo dalla sabbia
e volgi il tuo sguardo cupido su di me,
che stò in macchina per i fatti miei
pensando a tematiche di nessuna importanza.
Ora, uno sprazzo di sole si leva alto
accecando lo sguardo
ed il cielo diventa scuro e minaccioso.
Adesso si va davvero tutti via!
Femme on the sand, mi passi accanto
sormontando il muretto,
mentre i lembi della veste
si schiudono al tuo passaggio
evidenziando cosce bianche e levigate.
Indugi mentre sistemi il pargolo in macchina…
Io ti osservo, ma guardare è lecito, no?!
Tuo marito, espressione affranta in volto,
da un’occhiata attorno,
guardando nella mia direzione,
dove io sto per i fatti miei
a gustare la singolare scena
con la massima discrezione.
Incongruenze di una giustizia che non ha nulla di equo
Esempi di anomalie nelle pene detentive. Non solo in Italia si vedono criminali rimessi in libertà anzitempo o processi rinviati su fatti di efferata violenza.
Quanto segue è accaduto nella prigione di Strangeways, a Manchester, in Inghilterra.
Perchè è stata abbreviata la pena di 20 anni ad un pazzo, narcisista, paranoico che stava scontando l’ergastolo per un omicidio reo confesso, il quale nel settembre del 2003 ha ucciso nella sua cella, strozzandolo con un T-shirt, Anthony Hesketh, finito in prigione per scontare una pena di quattro mesi poichè era trovato alla guida di un automobile in stato di ubriachezza, ma che ha avuto la sventura d’essere messo in cella con Clement McNally, uno psicopatico, adoratore di Satana, che aveva tappezzato la cella con simboli satanici, già condannato all’ergastolo per aver accoltellato un amico durante un Party nel 2002, e che si era ripromesso di uccidere di nuovo se ne avesse avuto l’occasione, perchè uccidere è meglio che fare sesso…
Sembra che il giudice Sir Anthony Philip Gilson Hughes, colui che ha avuto questa brillante idea, tenendo conto che il reo confesso aveva dichiarato che erano ormai 18 mesi che non adorava più Satana, giustificando il particolare risentimento che McNally aveva nei confronti della sua vittima – ha sentito semplicemente il bisogno di uccidere, poichè Satana stesso glielo aveva ordinato – ammettendo, inolte, che non era affatto dispiaciuto per quello che aveva fatto, anzi, successivamente avvertiva un grande piacere al pensarci. Tuttavia il giudice ha detto che è sbagliato non dare a McNally la possibilità di essere liberato se, a un certo punto nel futuro, si ristabilizza il suo stato mentale, al punto che le autorità non lo considerino più un pericolo per la società…
Ma questa, che giustizia è?
Perchè è stato rinviato il processo al 27 gennaio, a carico di tre membri di una setta religiosa, accusati di aver ucciso un bambino solo perché il ragazzo non diceva “amen” dopo i pasti, il cui corpo è stato rinchiuso in una valigia e portato a Philadelphia, dove è stato abbandonato in un magazzino? Questo è accaduto a Baltimora, negli Stati Uniti.
Il vampiro gigolò di Melbourne
La polizia australiana offre un milione di dollari per l’assassino di un vampiro. Il presunto vampiro ha violentato una donna e ha tentato di strapparle una parte della lingua.
La polizia australiana, attraverso un programma televisivo, ha esortato i cittadini ad aiutarla a trovare Mark Adrian Perry, ricercato in relazione ad un ‘omicidio del 2003 di una prostituta, e informatore della Polizia, di nome Chartres Shane-Abbott. Per i vicini di casa Shane-Abbott era evidente che fosse un uomo che conduceva una vita segreta, tirando tardi la notte, vendendosi per un massimo di 300 dollari l’ora.
Come prostituta Shane ha avuto modo di conoscere i peccati sessuali di centinaia di persone – uomini e donne – di Melbourne, segreti che minacciavano di diventare di pubblico dominio. Tali segreti però gli sono costati la vita.
E’ una brutta storia, corruzione e droga, dove per colpa di alcuni poliziotti disonesti, ha macchiato i livelli più alti del comando di polizia.
Tutto prende il via, appunto, da Chartres-Abbott, una prostituta di sesso maschile sadomasochista, che sosteneva di essere un vampiro di 200 anni, vissuta a Melbourne prima che la città fosse costruita e ha bevuto il sangue per rimanere giovane.
Nel 2002 Chartres-Abbott, conosciuto come “vampiro gigolò” è stato accusato di stupro e aggressione verso una donna thailandese di 30 anni che lo aveva ingaggiato per fare sesso. La donna è stata trovata nuda e insanguinata nella doccia della sua camera in una stanza dell’ Hotel Saville nel sud di Yarra (Melbourne). Era stata ripetutamente violentata, e una parte della sua lingua era stata morsa e aveva i segni dei denti sulla sua coscia destra.
A distanza di qualche anno, ora c’è un uomo, tale Mark Adrian Perry, all’epoca fidanzato della donna thailandese, che pare sia implicato nell’omicidio di Chartres-Abbott, avvenuto in pieno giorn il 4 giugno 2003, giorno in cui avrebbe dovuto comparire in tribunale per il suo caso di stupro e aggressione
Mark Adrian Perry è un ex buttafuori in fuga da due anni, ricercato dalla polizia di tutto lo stato, su cui è stata messa una taglia di un milione di dollari. Da alcune fonti si sa che Perry ha cambiato il suo aspetto, sta utilizzando un nome falso e potrebbe avere documenti di viaggio falsi.
Sembra, però, che dietro l’omicidio del presunto vampiro, che sapeva troppe cose inconfessabili, sia rimasta coinvolta la polizia locale.
Tragica morte di un neonato a Sharjah, negli Emirati arabi
Sgamp vuol dire tutto e niente. Ci si occupa di cultura, ambiente, news dal mondo e anche, come in questo caso, di fatti di cronaca.
E’ accaduto a Sharjah, il terzo, in ordine di superficie, dei sette emirati, compreso tra Umm al-Qaywayn e Dubai, che compongono la fiorente confederazione degli Emirati Arabi Uniti.
Purtroppo è accaduta una orribile disgrazia che ricorda un poco quella accaduta a Lory del Santo e Eric Clapton nel 1991, quando il loro figlio Conor è caduto dal 53° piano del loro appartamento di New York. Sull’accaduto il cantante inglese ha dedicato Tears in Heaven alla memoria del figlio scomparso
La polizia di Sharjah sta indagando sulla morte di un neonato trovato in fondo a un pozzo di ventilazione in uno dei tanti alti edifici avveneristici che svettano verso il cielo azzurro.
Il bimbo, con il corpo coperto di sangue, si presume sia stato gettato da uno degli appartamenti di edificio residenziale sulla lussuosa Jamal Abdul Nasser Street.
La macabra scoperta è stata fatta dal guardiano dell’edificio, rimasto molto sconvolto quando ha trovato il piccolo corpo in una pozza di sangue. Costui, occupato nella solita routine delle pulizie, è giunto lì attratto dall’ odore ripugnante emanato dal pozzo di ventilazione.
Sembra che il bambino avesse appena qualche giorno di vita. Intanto, la polizia di Sharjah ha già arrestato un uomo e una donna sospettati d’essere gli autori della tragica morte del bambino.
Fonte: gulf news
La pioggia nel pineto
Quando andavo a scuola, questa poesia mi piaceva da morire. Me la fece amare la mia anziana professoressa d’italiano, poichè sapeva leggerla con una tal enfasi, che man man che procedeva declamando questi immortali versi, mi sembrava di stare immerso nel verde del bosco, dopo una giornata piovosa.
Bene, eccovela qui, in tutta la sua magnificenza.
Buona lettura.
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell’aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d’arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, Ascolta. L’accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall’umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s’allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s’ode su tutta la fronda
crosciare
l’argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell’aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell’ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l’erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c’intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.
Bere caffè rallenta lo sviluppo di alcune malattie del fegato
Tre o più tazze di caffè al giorno rallentano lo sviluppo di alcune malattie del fegato come l’epatite C. Coloro che lo bevono hanno fatto diminuire il rischio di progressione di malattia del 53% , rispetto ai pazienti che non consumano la bevanda. Così sostiene Neal D. Freedman, del National Cancer Institute, che ha condotto il nuovo studio che sarà pubblicato sulla rivista Hepatology nel numero di Novembre.
“Anche se non possiamo escludere un possibile ruolo di altri fattori che vanno col bere il caffè, i risultati ottenuti suggeriscono che i pazienti con alta assunzione di caffè avevano un minor rischio di progressione della malattia “ ha detto Freedman in un comunicato. Il tè nero o il tè verde, tuttavia, non hanno avuto effetto sulla malattia del fegato.
La ricerca ha anche dimostrato che coloro che non beneficiano dei trattamenti standard contro l’epatite possono trarre giovamento dall’aumento del consumo di caffe’. Secondo dati OMS l’epatite C colpisce 3-4 milioni di persone l’anno e nel 70% dei casi l’infezione diventa cronica aumentando il rischio di ammalarsi di cirrosi e cancro epatico. Gli esperti hanno esaminato 766 pazienti con fibrosi o cirrosi legate al virus e che non rispondevano alle terapie farmacologiche standard. I ricercatori hanno esaminato con quale velocita’ progredisse la loro malattia correlando questo dato col consumo individuale di caffe’ e visto che coloro che bevono tre o piu’ tazzine al di’ hanno il 53% in meno di rischio di progressione del danno epatico. La stessa associazione, dopo quasi quattro anni di monitoraggio dei pazienti, non e’ stata riscontrata con il te’ e altre bevande, concludono gli esperti.
Fonte: www.medpagetoday.com - liquidarea.com
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